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Raffreddore nei bambini. Quali sono i sintomi e cosa fare alla loro comparsa.

Primi raffreddori

Raffreddori

Con l’arrivo dei primi freddi e gli sbalzi termici autunnali i nostri bimbi incorrono nei primi raffreddori.

In realtà, il freddo di per sè non rappresenta una causa di raffreddore; tuttavia, impedisce il principale meccanismo di difesa nei confronti dei virus, ovvero il movimento delle ciglia delle cellule della mucosa nasale che spazza via qualsiasi materiale estraneo penetrato nel naso. Quando l’aria è più fredda le ciglia fanno fatica a muoversi e di conseguenza i virus possono attecchire sulla mucosa nasale e penetrare nell’organismo.

Inoltre in inverno si passa più tempo in luoghi chiusi ed affollati e quindi si è più esposti ad infezioni virali.

Il raffreddore è una patologia di origine virale che si sviluppa in pochi giorni e che di solito, se non subentrano complicazioni, si risolve facilmente.

Si trasmette per via aerea, da persona a persona, attraverso le goccioline di saliva emesse con gli starnuti, con la tosse o semplicemente parlando ed i sintomi si evolvono rapidamente: nei primi giorni le secrezioni nasali sono liquide e abbondanti, poi diventano mucose e purulente.

Vediamo allora quali sono i sintomi del raffreddore e cosa fare alla comparsa dei primi sintomi.

I sintomi del raffreddore: quando compaiono e quali  sono

Anche se nella maggioranza dei casi non è motivo di preoccupazione eccessiva, il raffreddore è una nota dolente per tutto il periodo invernale.

Già con la scuola dell’infanzia, inizia un periodo in cui il vostro bambino continua a portare a casa raffreddamenti, tosse, raffreddore o una delle tipiche malattie infantili. È del tutto normale e persino necessario per il suo sano sviluppo. Le infezioni aiutano il bambino a rafforzare le sue difese immunitarie. Il corpo impara nel confronto con gli agenti patogeni ad affermarsi e delimitarsi dal mondo esterno.

Gli episodi infatti si susseguono con una certa frequenza (durante la stagione invernale si possono contare anche 6 o 8 episodi di raffreddore) a seconda dell’età del bambino e deturpano la qualità della vita sia del piccolo che dei genitori.

Il sintomo che compare immediatamente, infatti, è il naso chiuso: questo determina il fatto che il nostro piccolo non riesce a respirare bene e di conseguenza diventa irascibile e nervoso, soprattutto di notte perché non riposa bene. D’altro canto anche i genitori non riescono ad avere un riposo adeguato per la preoccupazione di sorvegliare il bimbo durante le ore notturne o perché richiamati dai lamenti del bimbo.

Altri sintomi possono essere  tosse, mal di gola e alterazione della temperatura; bisogna quindi tenere sotto controllo lo sviluppo dei sintomi per evitare l’instaurarsi di infezioni quali otiti o altro. I bambini sono più soggetti al raffreddore perché il loro sistema immunitario ancora non possiede un bagaglio di anticorpi tale da poter contrastare l’infezione.

Cosa fare ai primi sintomi

Cosa fare dunque se il nostro bimbo ha il raffreddore?

In presenza di naso chiuso, con congestione nasale e difficoltà a respirare, è importante liberare le mucose dalla presenza di muco. Questa precauzione è necessaria soprattutto nei più piccoli in quanto incapaci di soffiare il naso. Il ristagno di muco può portare infatti a complicanze. Infatti, se non si elimina il muco è molto probabile che l’infiammazione si estenda ai seni paranasali, alle orecchie, alla gola e addirittura fino ai bronchi.

La pulizia può essere effettuata tramite soluzione fisiologicaacqua di mare sterilizzata o acqua di Sirmione

Il lavaggio nasale è una buona abitudine, come prevenzione, per tutto il periodo invernale, almeno una volta al giorno.

CONSIGLIO: per il lavaggio quotidiano preventivo va usata una soluzione isotonica, mentre in fase di raffreddore acuto si usa una soluzione ipertonica (ovvero con una percentuale maggiore di sale, solitamente al 3%). La soluzione ipertonica usata a lungo può seccare la mucosa nasale.

In commercio questi prodotti possono essere trovati sotto forma di fiale monodose oppure in flaconi nebulizzatori. Nei più piccoli il lavaggio del naso può essere opportunamente accompagnato dall’aspirazione del muco tramite gli aspiratori nasali, in particolare prima dei pasti e prima di andare a dormire.

Nei bambini piccoli il lavaggio va effettuato nel seguente modo: mettere il bambino sdraiato su di un lato e, tenendo ferma la testa, spruzzare la soluzione nella narice superiore e attendere qualche secondo finchè si vede fuoriuscire la soluzione dall’altra narice. Quindi mettere il bambino sul lato opposto e procedere allo stesso modo. Non abbiate paura di fare del male al vostro bimbo, è del tutto normale che pianga e cerchi di svincolarsi.

In caso di respiro affannoso è consigliabile fare anche aerosol con soluzione fisiologica e senza l’aggiunta di farmaci. Esistono in commercio macchinari per aerosolterapia abbastanza veloci, che consentono di effettuare aerosol in pochi minuti.

Se si utilizzano gocce o spray nasali, questi non devono avere azione vasocostrittrice. Tali prodotti, infatti, sono adatti ai bambini a partire dai 12 anni in su. Nei bimbi più piccoli, invece, potrebbero causare effetti collaterali anche gravi: per i più piccini è possibile scegliere prodotti specifici come Argotone 0-12 o argento proteinato 0,5%.

Durante il raffreddore evitare anche la somministrazione di spray cortisonici, a meno che non si tratti di un raffreddore di origine allergica. Da usare con cautela anche gocce e sciroppi mucolitici, che possono essere somministrati ai bambini al di sopra dei due anni ma sempre sotto consiglio medico.  

Il Paracetamolo va utilizzato solo se c’è febbre alta che supera i 38-38.5°, oppure nel caso in cui il bambino lamenti dolori articolari, mal di testa, eccessivo nervosismo e insofferenza. A tal proposito se vi è febbre il paracetamolo si può somministrare in dosi diverse a seconda del peso del bambino ogni 4-6 ore mentre per dolori e infiammazione una volta al giorno ( magari la sera per favorire un sonno tranquillo) per qualche giorno. 

Pomate e unguenti possono essere un aiuto per permettere al bambino di respirare meglio. Sono prodotti

da sconsigliare, tuttavia, nei bimbi che soffrono d’asma.

Caramelle e pastiglie balsamiche a uso pediatrico ( per i bambini più grandi) vanno bene per lenire i disturbi del cavo orofaringeo. Le più indicate sono quelle a base di propoli, un antibatterico naturale. Se contengono zucchero bisogna limitarne l’assunzione, in più devono essere utilizzate in base alle precauzioni di impiego. 

Vitamina C: una recente revisione della letteratura scientifica ha permesso di dimostrare che l’assunzione regolare nei mesi precedenti può ridurre l’incidenza di raffreddore e alleviare la sintomatologia anche in età pediatrica. 

Piccoli accorgimenti per affrontare meglio il raffreddore nei bambini

Quando il tuo bimbo ha il raffreddore è bene attuare alcune precauzioni .

Ecco cosa fare:

Innanzitutto, è necessario farlo soggiornare in ambienti ben umidificati. L’aria secca, infatti, asciuga le mucose e favorisce la formazione di crosticine che possono tappare ulteriormente il naso oltre a dare dolore.

Evitare la posizione supina ma inserire un rialzo dietro la testa, così da far defluire meglio le secrezioni; questo accorgimento inoltre, in presenza di tosse, aiuta a dormire meglio. Idratare il bambino continuamente. Se il piccolo è in età da allattamento, aumentare le poppate così da procurargli sollievo. Se il bambino invece è grande, è possibile offrirgli delle bevande calde. Fare in modo che la temperatura della stanza in cui dorme il bimbo non sia troppo elevata: infatti, se il bambino inizia a sudare vuol dire che la sua temperatura corporea è più alta e questo può provocare lo scioglimento di masse di muco che dal naso arrivano in gola scatenando un attacco di tosse.

Non è necessaria la degenza a casa, a meno che non ci sia la febbre oppure in caso di giornate particolarmente fredde. In caso di complicazioni, se la malattia si protrae per più giorni o se il bambino ha meno di 3 mesi di vita, è consigliabile rivolgersi al medico e tenerlo aggiornato sul decorso dell’infezione.

PREVENIRE AUMENTANDO LE DIFESE IMMUNITARIE

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