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Salute&Benessere

Coronavirus: il Saturimetro (pulsossimetro), perché dovremmo averne uno a casa.

Saturimetro (pulsossimetro)

In questo periodo d’emergenza per la pandemia da Coronavirus sentiamo parlare spesso di Saturimetro o pulsossimetro.

Il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, intervenendo alla conferenza stampa sull’analisi epidemiologica ha consigliato di tenere in casa un saturimetro per una gestione domiciliare attenta e costante di pazienti Covid conclamati o sospetti Covid.

Il saturimetro viene normalmente usato nei pazienti con asma, bronchite cronica, BPCO, polmoniti ecc…

In passato, veniva impiegato solo ed esclusivamente in ambito medico ed ospedaliero, ma in questo periodo può essere utile averne uno in casa per monitorare l’ossigenazione di pazienti con febbre, tosse e mancanza di respiro (dispnea): rilevare l’insufficienza respiratoria in fase iniziale è infatti importante per capire se un paziente Covid abbia problemi ai polmoni.  Sia la Società italiana di pneumologia che la Federazione Italiana dei Medici di Famiglia consigliano di averne uno a casa.

 

 Il saturimetro è un dispositivo non invasivo, molto semplice da utilizzare, tanto da non richiedere particolari competenze dal punto di vista medico o tecnico, in grado di misurare la percentuale di ossigeno (saturazione) presente nel sangue, la frequenza cardiaca e l’intensità della pulsazione.

In genere è formato da una sonda “a pinza” da applicare sull’ultima falange di un dito, che effettua la misurazione, e da un’unità che calcola e visualizza il risultato della misurazione tramite un monitor. Oltre che sul dito, è possibile applicare il saturimetro anche sul lobo dell’orecchio, mentre nei neonati la sonda deve essere apposta sul piede. 

Il principio di funzionamento

Il principio di funzionamento su cui si basa il saturimetro è quello della spettrofotometria. La sonda, infatti – che ha una forma a pinza – presenta due diodi fotoemittenti su un braccio della pinza ed un rilevatore sul braccio opposto.

I due diodi emettono fasci di luce a precise lunghezze d’onda che ricadono nell’intervallo della luce rossa e infrarossa (rispettivamente, 660 nm e 940 nm). Supponendo che la sonda del saturimetro venga posizionata sul dito del paziente, i fasci luminosi emessi dalle due sorgenti attraverseranno tutti i tessuti dello stesso, fino a giungere al rilevatore posizionato sull’altro braccio della stessa sonda, all’estremità opposta del dito.

Durante il “tragitto” effettuato dalle radiazioni luminose, queste vengono assorbite dall’emoglobina:

  • L’emoglobina legata all’ossigeno (ossiemoglobina – HbO2) assorbe soprattutto nella luce infrarossa;
  • L’emoglobina non legata (Hb), invece, assorbe soprattutto nella luce rossa.

Sfruttando questa differenza di assorbimento fra l’emoglobina legata all’ossigeno e quella non legata, misurando e analizzando la differenza fra la quantità di radiazione luminosa emessa dai diodi e quella finale rilevata dal rilevatore, l’unità di calcolo è in grado di elaborare e infine fornire il valore di saturazione di ossigeno che verrà visualizzato sul monitor.

Come già detto, la funzione principale del saturimetro è quella di misurare la saturazione di ossigeno nel sangue arterioso periferico (SpO2). L’ossigeno, infatti, entra in circolo nel nostro organismo attraverso i polmoni, ma in caso di problemi respiratori potrebbe passare nel sangue in misura minore del solito: esattamente quello che succede ai malati di Coronavirus che hanno sviluppato la cosiddetta polmonite interstiziale. Proprio per questo, i saturimetri sono strumenti molto importanti per individuare e monitorare le persone affette da questa malattia, diagnosticando od escludendo un caso di polmonite quando un paziente ha altri sintomi che sembrerebbero indicarla.

 

Come si usa

Come accennato, l’utilizzo del saturimetro è semplice e veloce, pertanto può essere effettuato anche in ambito domestico. La misurazione è totalmente automatizzata e non richiede alcun tipo di intervento, il paziente o l’operatore sanitario dovrà solo:

  • Posizionare la sonda – generalmente a forma di pinza – su un dito o sul lobo dell’orecchio del paziente per quanto riguarda adulti, bambini e anziani, oppure sul piedino nel caso di un neonato;
  • Accendere il saturimetro;
  • Avviare la misurazione e attendere il risultato sul monitor.
N.B.:Oltre ai valori di ossigenazione, la maggior parte dei saturimetri riporta anche la frequenza dei battiti del cuore o frequenza cardiaca: quando lo leggiamo è importante non confondere i due dati!

Quali sono i

I valori che otteniamo dal saturimetro sono indicati come SpO2 e in condizioni normali vanno dal 97% in su (in presenza di alcune patologie croniche o acute possono essere ritenuti come “normali” dal medico – e solo dal medico – anche valori con una soglia inferiore, ovvero non sono preoccupanti valori fino a 94%.

Riassumendo, quindi:

  • sopra il 96% sono considerati valori normali di O2;
  • tra il 95 e il 93% sono indicativi di possibili problemi di ossigenazione ovvero una parziale assenza dell’ossigeno (lieve ipossia);
  • tra il 92 e il 90% indicano ossigenazione insufficiente ed è consigliabile sottoporsi a emogasanalisi (EGA), tuttavia possono risultare normali in caso di persone affette da broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO);
  • al di sotto del 90% non sono fisiologici e indicano una severa deficienza di ossigeno (grave ipossia), per cui risulta importante sottoporsi a una emogasanalisi.

N.B.: Un valore pari al 100% misurato in condizioni normali, ossia in assenza di somministrazione artificiale di ossigeno, potrebbe essere indice d’iperventilazione, dovuta per esempio ad attacchi di panico.

In presenza di dispnea (mancanza di respiro) e/o valori di saturazione inferiori al 90%, si consiglia di chiamare immediatamente il proprio medico curante, la Guardia medica, il 112 oppure, in presenza di febbre elevata, tosse e sintomi respiratori, il numero di emergenza sanitaria dedicato, differente a seconda del territorio di residenza.

Fattori che possono dare valori falsati

Per un utilizzo efficiente del saturimetro è necessario prestare attenzione a:

  • avere le dita calde, quindi è consigliabile sfregare bene il dito prima di misurarlo e provre su dita diverse per scegliere quella che consente di misurare meglio. Il valore da considerare è quello più alto, quelli più bassi non si considerano, ed è meglio ripetere la misurazione su più dita.

    Alcuni pazienti, come quelli affetti da patologie che causano una cattiva circolazione delle dita, possono mostrare valori della saturazione dell’ossigeno falsamente più bassi: scaldano bene le dita si può, almeno in parte evitare questo problema;

  • “unghie gel” (quelle che vengono incollate su quella normali): potrebbero generare falsi risultati. Non è chiaro se ciò sia da attribuire la formulazione del gel o al fatto che di solito queste applicazioni sono anche particolarmente lunghe;

  • Gli smalti moderni non causano valori più bassi generalmente, ma è meglio toglierli. In particolare lo smalto nero, blu o verde scherma le lunghezze d’onda generate dalla sonda rendendo imprecisa la misurazione; unghie troppo lunghe vanno tagliate, altrimenti il polpastrello non cade nel raggio d’azione del raggio laser che serve a misurare la saturazione dell’ossigeno;

  • la presenza di ipotensione, poiché la lettura diventa via via meno affidabile quando si scende sotto i 55-60 mmHg della pressione sistolica;
  • la temperatura corporea, dato che sotto i 35 °C si verifica una riduzione dei valori analizzati dal dispositivo; mentre se aumenta la temperatura corporea, i valori di ossigeno nel sangue cambiano. Meglio quindi usare il dispositivo dopo aver preso l’antipiretico;
  • i movimenti di chi sta utilizzando il saturimetro, che possono creare mancate letture dell’onda pulsatile.
 

I modelli

Anche se in commercio alcuni modelli di contapassi da polso dispongono di una funzione aggiuntiva indicata come “saturimetro”, la comunità medico-scientifica considera saturimetri attendibili solo gli strumenti specifici destinati a quest’unico utilizzo (che usano il dito e non il polso come base del rilievo).

La Food and Drug Administration (FDA) ha infatti sottolineato che questi contapassi non possono essere considerati veri e propri saturimetri. Dunque, se vi è necessità di monitorare la saturazione, è necessario acquistare uno strumento specifico.

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